Perché la FLC CGIL non ha sottoscritto l’ipotesi di accordo sulla polizza assicurativa integrativa ASDEP per l’ISS

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All’ISS le organizzazioni sindacali sono state chiamate a sottoscrivere (21 giugno 2024) l’ipotesi di accordo sui benefici socio-assistenziali per il 2024 che prevede lo stanziamento massimo dell’1% delle spese per il personale, pari a €1.161.145 per l’ISS.
L’amministrazione ci propone ad oggi la stipula di una polizza assicurativa integrativa con ASDEP, escludendo altre forme di welfare previste dal CCNL, come il sostegno al reddito familiare, supporto all’istruzione, contributi per attività culturali e prestiti. Non vogliamo entrare nel merito della scelta su ASDEP anche se una certa preoccupazione su alcuni rilievi fatti dall’ANAC (https://www.anticorruzione.it/-/assistenza-sanitaria-dipendenti-pubblici-violati-i-principi-di-concorrenza-e-non-discriminazione#p1) ci impensieriscono.
Da parte della CGIL vogliamo ora sottolineare le criticità legate alla peculiarità del nostro ente che è un cardine del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il crescente aumento della richiesta di polizze sanitarie, soprattutto nel settore pubblico e addirittura dell’ISS, indebolisce il SSN, che dovrebbe tornare ad essere un elemento distintivo del nostro paese. Ricordiamo che il diritto alla cura è sancito da un articolo della Costituzione: art. 32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività
C’è necessità di sinergia (anche sindacale) per rivendicare il diritto dei cittadini alle cure, mirando al ripristino e potenziamento del SSN, anziché cercare soluzioni temporanee. Come lavoratori di un istituto che è costola essenziale del SSN, sentiamo il dovere di esprimere questa opinione.
Entrando nel merito della polizza assicurativa proposta ci sono aspetti che non condividiamo nella forma (della sostanza abbiamo già detto) e non ci è evidente il “beneficio” che i lavoratori e le lavoratrici ne deriverebbero. Ad esempio ci sono franchigie alte per esami di diagnostica, per le cure prolungate post diagnosi la polizza prevede la copertura di spese per visite specialistiche, diagnostica e terapie solo nei 12 mesi successivi alla prima diagnosi di una malattia oncologica. L’ISS non ha accolto la nostra richiesta di lasciare la possibilità ai dipendenti di esprimersi singolarmente (ad esempio tramite una survey) sulla decisione di aderire o no a questa proposta. Infine, c’è un aspetto contrattuale che va chiarito: il contratto per adesione che si propone è di trenta mesi, in cui ISS sembrerebbe vincolato, dalla documentazione che abbiamo visto, mentre non è chiaro l’anno di copertura assicurativa per cui verrà pagato il premio.
Questi sono i motivi di sostanza e di forma per cui non firmeremo questa proposta di accordo integrativo.
Chiediamo all’Amministrazione, nel caso decida comunque di stipulare la polizza, di definire immediatamente dei criteri oggettivi per valutarne i benefici per i dipendenti dell’ente. Questo permetterà di valutare in modo obiettivo, a fine contratto, i vantaggi derivanti da tale scelta. Inoltre chiediamo all’Amministrazione di informare tempestivamente il personale, anche attraverso RSU e OO.SS., rispetto all’attivazione dell’organo paritetico (previsto all’art.11), ai dati derivanti dal monitoraggio in itinere (come da art. 10) e dal bilancio di partecipazione agli utili (come da art.17).

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